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Gli Arbëreshë calabresi e il significato che loro attribuiscono al Kulaç

Gli Arbëreshë sono una minoranza etnico linguistica della Calabria, originaria dell’Albania e della Grecia, giunti nella regione tra il XV ed il XVIII secolo, per sfuggire all’invasione ottomana delle loro terre di origine. Gli arbëreshë calabresi, rappresentano la popolazione più numerosa tra quelle stanziate in Italia, ed in molti casi, mantengono ancora la lingua, gli usi e la religione dei loro antenati.

Il Kulaç è un dolce tipico della tradizione gastronomica arbëreshè e sin dal XVI secolo, la preparazione di questo pane è legata alle cerimonie nuziali e alle festività pasquali. Viene preparato con ingredienti semplici (farina di grano tenero, semola rimacinata, olio, strutto, lievito naturale, lievito di birra e finocchietto selvatico), per esaltare la vita e la Resurrezione durante la domenica di Pasqua.

In occasione delle feste nuziali, il Kulac viene preparato e confezionato dai parenti dello sposo, il giovedì prima del matrimonio che nella cultura arbrëshë viene officiato con il Rito greco-bizantino. In questo caso ha un impasto circolare, con un intreccio che forma quattro braccia, che vuole rappresentare l’indissolubilità del matrimonio. La sua superficie è decorata con simboli in pasta: un nido, due uccelli e due serpenti. Il nido rappresenta la nuova famiglia e la sua casa, le uova, in esso contenute, sono sempre dispari, in segno di buon augurio e fertilità.

Secondo la tradizione, per ogni cerimonia si devono preparare due Kulaç uno decorato e l’altro semplice, poiché durante la messa, quello decorato veniva offerto dal sacerdote, dopo essere stato bagnato nel vino, e dato prima alla sposa e poi allo sposo, in segno di reciproca appartenenza.