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Imprenditoria straniera quadruplicata in 10 anni

Lavorano e ci fanno lavorare: è questa la realtà che oramai accompagna l’Italia, e anche la Romagna, per quanto riguarda gli extracomunitari e il mercato di lavoro. Rappresentano il 12% della popolazione, lavorano, si istruiscono, aprono imprese, si fanno assumere e assumono personale.

Così oltre al cambiamento sociale, c’è un cambiamento anche nel settore del lavoro e dell’imprenditoria. Basti ricordare che nel 2000 gli stranieri che avevano un’impresa in Romagna erano solo il 2,3%, mentre ormai ammontano al 10,93% del totale.

L’OCCUPAZIONE
Consultando i dati 2015, in Emilia-Romagna gli occupati dipendenti risultano essere 1.508.220; di questi 311.381 (persone pari al 20,6%) provengono da paesi stranieri.
Invece in provincia di Ravenna risultano 166.700 occupati: tra questi quasi il 20% sono cittadini che provengono da paesi stranieri.
Le persone straniere, di cittadinanza non italiana, occupate in Emilia-Romagna ammontano a 243mila, il 12,7% dell’occupazione totale, di cui 108mila donne e 135mila uomini.
Tra gli occupati in provincia di Ravenna, gli stranieri sono più o meno sul livello regionale, cioè il 12%, dato in lieve calo comparato all’anno precedente.
Come è naturale aspettarsi, è un’occupazione molto giovane, con oltre il 70% dei lavoratori che non supera i 45 anni. Una percentuale che fra le femmine scende al 62,1%, ma che cresce fra i maschi al 76,5%, con oltre un terzo che si concentra nella fascia 35-44 anni.

DONNE PIU’ ISTRUITE, MA MENO OCCUPATE
Avere un lavoro è correlato all’istruzione. E i dati regionali sugli extracomunitari parlano anche del livello di istruzione dichiarato. Secondo l’osservatorio sull’immigrazione pubblicato nel 2016, il livello d’istruzione del 42% dei lavoratori stranieri non va oltre la terza media, anche se le donne risultano più istruite degli uomini. La percentuale di donne con un titolo di scuola media superiore risulta pari al 49,3%, mentre quella dei maschi al 39,6% degli occupati. Invece, la presenza di titoli universitari è piuttosto bassa: 14,2% (10,2% fra i maschi e 19,3% fra le femmine).
Sono i maschi stranieri ad essere più presenti nel mondo del lavoro regolare rispetto alle donne: sono infatti il 56% mentre fra gli italiani la percentuale di lavoratori maschi è più bassa e si attesta al 51,8%. Questo dato può essere in parte legato alla maggior propensione delle donne straniere ad avere figli e, per alcune nazionalità, ad una diversa concezione del ruolo della donna, più legato alla sfera famigliare; elementi che possono rendere più difficile l’entrata nel mondo del lavoro regolare.

DIPENDENTI E IMPIEGATI
L’86,2% dei cittadini stranieri presenti sul mercato del lavoro sono dipendenti: il 92,4% delle donne e l’82,2% degli uomini. La maggior parte di loro, quasi il 74,7%, sono operai nei diversi settori di edilizia, pulizie, assistenza, ecc. (il 74% maschi e il 75,6% femmine). Avendo un’istruzione mediamente migliore, il 15,8% delle donne straniere nel mercato del lavoro occupa un posto da impiegata.
Relativamente alla dimensione aziendale, i lavoratori stranieri si concentrano nelle imprese medie e piccole, al di sotto dei 50 dipendenti, in cui lavorano il 77,9% degli stranieri a fronte del 55,4% degli italiani. Sono le aziende più piccole (da 1 a 2 dipendenti) ad avere un’alta presenza di stranieri, il 45,9%, mentre per gli italiani la percentuale è del 20,5%.

IMPRENDITORIA STRANIERA
Una quota significativa di occupati stranieri è costituita da lavoratori in proprio: il 10,93% del totale in provincia di Ravenna. Tra questi la percentuale maschile è quasi cinque volte quella femminile: 16,3% rispetto al 3,5% di imprese gestite da donne.
I dati mostrano gli ampi spazi in cui si è inserita l’imprenditoria straniera e il conseguente processo di consistente sostituzione e integrazione destinati a cambiare il sistema imprenditoriale e sociale.
L’incremento del numero dei cittadini stranieri titolari di impresa individuale è salito assai rapidamente negli ultimi anni; risultavano infatti poco più di 9.400 nel 2000 (il 2,3% del totale delle imprese) in Emilia-Romagna. Oggi risultano oltre 44.582 imprese con titolare straniero, pari all’8,8% del totale. In provincia di Ravenna ne risultano ben 3.900 e la maggior parte di esse opera a Ravenna, 1.916 imprese.

I SETTORI
Tra i settori dove lavorano maggiormente i cittadini stranieri, le costruzioni risultano al primo posto con il 43,3%, seguite dal commercio con il 25,3%, dalle attività manifatturiere con il 10,6% e dall’alloggio/ristorazione con il 6,1%. I settori che hanno avuto una maggior contrazione rispetto all’anno precedente sono il settore manifatturiero e i trasporti; mentre la maggiore espansione è nel settore del commercio e riparazione veicoli, attività di alloggio e ristorazione, attività di servizi e noleggio, servizi di supporto alle imprese (in particolare: agenzie di pulizie, call center, fotocopiatura, recupero crediti).\SetteSere

 

Ornela Hila